Come realizzare un pozzo. Tecnica e normative

By | 13 gennaio 2016

La realizzazione di un pozzo c.d. ad uso domestico per l’irrigazione di orti, giardini, frutteti e terreni in genere costituisce in alcuni casi una scelta ideale per utilizzare acqua potabile, in altri casi sono le ordinanze comunali locali ad imporre il non utilizzo delle acque dell’acquedotto municipale.

Tale scelta, da parte delle amministrazioni locali, risulta dettata da necessità di limitare l’utilizzo dell’acqua di acquedotto in periodi dell’anno in cui la somministrazione risulta limitata da condizioni meteorologiche (siccità) o da altre motivazioni, anche di carattere etico.

Il pozzo ad uso domestico, secondo la legge, è tale quando l’acqua prelevata è destinata ad uso igienico per l’alimentazione di bagni, docce o lavandini, per l’irrigazione in generale (giardini, orti, terreni coltivati, frutteti, allevamenti) o per altre pertinenze di carattere familiare (riempimento di piscine, autolavaggi privati, ecc).

La norma fa anche espresso riferimento alla quantità massima di acque che può essere estratta dalla falda, ovvero al massimo di 1 l/s (litro al secondo). Il prelievo annuo totale non deve superare i 1.500 metri cubi.

La normativa di riferimento rimane ancora il Regio Decreto 11 dicembre 1933 n. 1775, tale norma anche se un pò datata risulta ancora essere una legge di fondamentale importanza.

La legge concede al proprietario di un terreno la facoltà di estrazione ed di libero utilizzo delle acque sotterranee esistenti fermo restando il rispetto delle distanze dei confini e delle tubature esistenti.

A tale norma che detta una disciplina di carattere generale si affiancano le leggi regionali e regolamenti comunali che possono introdurre ulteriori specifiche.

In generale, occorre presentare un documentazione alquanto semplice:

  • dichiarazione/denuncia della perforazione con i dati del richiedente, in cui si informa che si intende realizzare un pozzo per uso domestico. Tale autorizzazione ha una durata di un anno
  • Planimetria dove viene indicata la posizione del pozzo;
  • Copia dell’atto di proprietà

Tale documentazione dev’essere presentata agli uffici della Provincia di riferimento.

Aspetti tecnici

Prima della realizzazione del pozzo occorre innanzitutto avere una idea generale della morfologia del territorio, dell’esistenza di vecchi pozzi, dell’esistenza di pozzi nei terreni vicini. Tali informazioni già ci consentono di una avere diverse informazioni.

Nel sottosuolo l’acqua si trova in falde acquifere, cavità rocciose sotterranee nelle quali confluiscono acque provenienti dal terreno (acque meteoriche). Tali falde assumono, per la loro posizione poco profonda il nome di falde freatiche.

La presenza di tali falde è dipesa anche dalla zona in cui si trova il terreno.

Differenza tra falde freatiche e falde artesiane

Le falde freatiche si caratterizzano per la presenza di rocce porose e terreni permeabili. Tale caratteristica geologica rende il livello dell’acqua soggetto a variazioni in rapporto alla piovosità del periodo.

Le falde artesiane presentano rocce impermeabili. I pozzi in tal caso assumono la denominazione di pozzi artesiani, la particolarità di tali pozzi è data dal fatto che il livello dell’acqua raggiunge, grazie ad una forza di pressione generata dalla stessa falda, il livello del terreno.

La scelta della pompa sommersa

Per raccogliere l’acqua dal pozzo è necessaria l’installazione di una pompa sommersa con relativo impianto. Tali pompe si caratterizzano per una idraulica allungata che permette di avere un ingombro massimo di 98 mm, ovvero un diametro massimo di 10 cm.

Su Fornid sono presenti diverse tipologie di pompe adatte a tutte le esigenze, dalle pompe più piccole con idraulica da 5″ o 6″  fino a

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La pompa sommersa può essere associata ad un serbatoio autoclave zincato o ad un quadro elettrico inverter.

Nell’impianto di esempio che segue si vede una pompa sommersa collegata ad un quadro di comando e ad una autoclave.

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