Il significato di Abitante Equivalente nell’ambito dei sistemi di depurazione

By | 11 aprile 2014

Il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 recante “Norme in materia ambientale”, il c.d. Testo unico o Codice dell’Ambiente, è un testo normativo molto articolato: dalla VIA fino alle bonifiche ambientali, tutela dell’aria e danni ambientali. L’art. 74 della norma reca diverse definizioni, tra le quali quella di “abitante equivalente”:

abitante equivalente: il carico organico biodegradabile avente una richiesta biochimica di ossigeno a 5 giorni (BOD5) pari a 60 grammi di ossigeno al giorno

In altri termini, un abitante equivalente equivale ad un volume di scarico di 200 litri di acqua reflua per abitante al giorno.

Considerato che per i non adetti ai lavori la definizione può risultare un poco chiara, possiamo prendere in considerazione il seguente schema tratto da Linee Guida ARPA – Emilia Romagna relative al trattamento delle Acque reflue domestiche :

  • Abitazione civile: 1 abitante equivalente per camera da letto con superficie fino a 14 mq. Mentre sono 2 abitanti equivalenti quando la superficie è superiore ai 14 mq.

Quindi una fammiglia composta da 4 persone, con due camere da letto di cui una fino a 14 mq e la seconda, ad esempio, di 20 mq, avremo come riferimento di misurazione 3 abitanti equivalenti.

  • Hotel o struttura ricettiva: il calcolo può avvenire come per le abitazioni civili; si deve aggiungere 1 a.e. ogni qualvolta la superficie di una stanza aumenta di 6 mq oltre i 14 mq.

E per quanto riguarda le strutture commerciali, i negozi, industrie, ecc ? In questo si fa riferimento al numero dei dipendenti.

  • Fabbriche e laboratori artigianali: 1 a.e. ogni 2 dipendenti, fissi o stagionali, durante la massima attività (50 dipendenti equivalgono a 25 abitanti equivalenti)
  • Ditte e uffici commerciali: 1 a.e. ogni 3 dipendenti fissi o stagionali, durante la massima attività (un’azienda di 35 dipedenti equivale a 12 a.e.)

Infine, per quanto riguarda i ristoranti, trattorie, ecc avremo 1 a.e. ogni 3 posti (massima capacità ricettiva delle sale da pranzo 1,20 mq per persona).

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *